Il pretore di Cuvio

Book Cover: Il pretore di Cuvio
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Piero Chiara

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Il romanzo è ambientato essenzialmente nei primi anni 1930 e narra la vita di Augusto Vanghetta, già studente di legge presso l'Università di Pavia, laureato fortunosamente nel 1915, per sei anni praticante notaio, poi elevato alla carica pretore grazie alla Legge Mortara (ideata dal ministro Lodovico Mortara per rinforzare le file della magistratura, decimata dalla Prima Guerra Mondiale, mediante l'apertura dell'accesso alle relative cariche a tutti i laureati iscritti da almeno 5 anni all'albo degli avvocati e notai) e infine insediato, dopo esperienze a Cantù e in Piemonte, nel borgo valcuviano di Cuvio. Cinquantenne, egli è un uomo basso, tarchiato, grassottello e barbuto; seppur poco attraente, possiede delle inconsuete virtù di virilità, che complice il prestigio della sua carica gli consente di attrarre e sedurre donne di ogni età e di ogni estrazione sociale. In aggiunta, frequenta abitualmente numerosi bordelli in tutto il nord Italia. A far le spese di questa vita libertina è sua moglie, Evelina Andreoletti, brianzola d'origine, di vent'anni più giovane del coniuge, il quale l'aveva sposata anche e soprattutto per la ricca eredità di cui era unica beneficiaria. Costei, in origine donna bella ed attraente, a fianco di un simile marito langue e sfiorisce, provata dalla solitudine e dai continui tradimenti. Tale deperimento le impedisce di avere figli, sicché il Vanghetta stesso (dopo averla fatta visitare da svariati medici) si rassegna a considerarla sterile ed ormai pressoché moribonda. Inoltre coglie il pretesto per lanciarsi con vieppiù ardore nella sua attività di "seduttore seriale".

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